mercoledì 21 ottobre 2009

Prossimo consiglio Comunale: Mercoledì 28 Ottobre.

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Ordine del giorno:
  1. Approvazione verbali seduta precedente del 28.09.2009 (n° 11).
  2. Comunicazione prelievo dal fondo di riserva (delibere di G.C. nr. 172 del 07.10.2009 e nr. 174 del 14.10.2009).
  3. Modifiche al Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.
  4. Approvazione schema di convenzione con le scuole materne del Comune di Tezze sul Brenta per la gestione del servizio di asilo nido integrato.
  5. Rinnovo convenzioni con le scuole materne non statali aventi sede nel Comune di Tezze sul Brenta.
  6. Rinnovo convenzioni con le scuole materne non statali aventi sedi nei Comuni limitrofi.
  7. Revoca della delibera di Giunta Comunale n. 53 del 19.03.2009 di adozione della variante al P.d.L. Res. C2/9bis II stralcio funzionale. Ditte Zen Angelo e Turcato Annamaria. Riadozione. Presa atto mancanza di osservazioni e approvazione.
  8. Presa d’atto mancanza di osservazioni ed approvazione P.d.L. Res. C2/12 in Via S. Luigi, in località Laghi. Ditte Lago Antonio e Franco.
  9. Presa d’atto mancanza di osservazioni ed approvazione variante al P.P. Produttivo D1/20 (I stralcio funzionale) in località Laghi di Tezze sul Brenta. Ditte Apostoli Cappello Alessandro, Cappello Elena e Lago Adelina.
  10. L.R. nr. 14/09. Intervento regionale a sostegno del settore edilizio. Indirizzi operativi comunali.
  11. Adeguamento della convenzione del P.P. D1/23, ai sensi del D.Lgs. 12 aprile 2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE e s.m.i.
  12. Adeguamento della convenzione del P.P. D1/24, ai sensi del D.Lgs. 12 aprile 2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE e s.m.i.
  13. Adozione variante al P.R.G. relativa alla Z.T.O. C2/16 in località Belvedere ai sensi della L.R. 61/85 – art. 50 lett. l. 28.10.2009 alle ore 20,30 in prima convocazione presso la sala Consiliare, per la trattazione del seguente o.d.g.

domenica 18 ottobre 2009

Attenzione ai riflessi: Incrocio con Via Villa


In questo periodo l'icrocio tra Via Villa e Via Risorgimento, provenento da quest'ultima, risulta pericolosissimo attorno alle 08:00 di mattina.

Infatti verso quell'ora il sole, basso all'orizzionte, viene riflesso dallo specchio posto di fronte alla via per aumentare la visibilità da chi proviene da via risorgimento, ottenendo però esattamente l'effetto contrario a quello perseguito. Infatti l'autista (motociclista, ciclista) si trova letteralmente accecato e le auto provenienti da via Villa risultano assolutamente non visibili e chi deve immettersi in via villa si deve "buttare" alla cieca.

Sarebbe opportuno mettere in atto una soluzione (il semaforo sembra ormai usato solo come totem di bellezza, vista la sua prerogativa di generare code) per risolvere una volta per tutte questa e altre pericolosità che da anni insistono su questo incrocio, che fa il paio con l'incrocio vicino di Via Fornace.

giovedì 15 ottobre 2009

Risolto un conflitto di interessi giuridico a Tezze sul Brenta.


Conflitto di interessi a Tezze sul Brenta

Il comune di Tezze sul Brenta ha troncato i rapporti con il proprio avvocato che storicamente ha sostenuto gli aspetti giuridici dei rapporti tra le vicende della ormai tristemente famosa Ex-Galvanica PM e il comune stesso.
Il comune di Tezze con la delibera di Giunta 169/2009 "licenza" il legale Roberto Battaglini in quanto quest'ultimo si troverebbe a curare contemporaneamente gli interessi del comune di Tezze e gli interessi di un non specificato cliente instaurando un procedimento di pignoramento nei confronti del comune stesso.
Sebbene il secondo cliente dell'avvocato non sembra abbia a che fare con la Ex-Galvanica, la giunta ha deciso che è venuto a cadere il rapporto di fiducia che dovrebbe essere sempre mantenuto con una figura come il proprio avvocato.
Il testo compelto della delibera è reperibile sul sito istituzionale di Tezze sul Brenta a questo indirizzo.

martedì 13 ottobre 2009

Costituzione - 1, 2, 3, 4


Costituzione Italiana

Ho deciso di leggere per bene gli articoli della costituzione italiana e quindiriportarla a pezzi sul mio Blog con i commenti di chi ne capisce sicuramente più di me di legge.

Oggi riporterò i primi quattro articoli che fanno parte dei principi fondamentali su cui si basa la costituzione.
Più sotto riportò l'Incipit di un discorso tenuto il 26 Gennaio 1955 A Milano da Pietro Calamandrei, il quale partecipò alla redazione della costituzione italiana.Questo pezzo riesumato in Internet è veramente illuminante per un aiuto al compelto assorbimento di questi primi articolo, vi consiglio di leggerlo non essendo nemmeno particolarmente lungo.

Art. 1
L'ltalia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.



Il 26 gennaio 1955, a Milano, Piero Calamandrei incontrò gli studenti e parlò loro della
Costituzione: la spiegazione del legame tra l’articolo 34, l’art. 3 e l’art. 1 fu l’incipit del suo
discorso. Ripercorrendo la relazione che unisce tra loro i tre articoli, è possibile rintracciare il senso profondo che sostenne la scelta fatta dai padri costituenti di indicare, nel primo articolo della Costituzione, il lavoro come primo principio fondamentale e fondante la Repubblica democratica italiana.

Calamandrei disse: «L’art. 34 dice: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto diraggiungere i gradi piú alti degli studi». Eh! E se non hanno mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il piú importante di tutta la costituzione, il piú impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi.
Dice cosí: «É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo – «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro» – corrisponderà alla realtà.

Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società.»

Dalle parole di Calamandrei emerge che il lavoro, la garanzia del lavoro, le condizioni di lavoro, la retribuzione del lavoro diventano il criterio con cui misurare l’uguaglianza di fatto degli uomini, quindi la democrazia o l’assenza di democrazia nella Repubblica.

Una Repubblica democratica fondata sul lavoro deve quindi assicurare a tutti la possibilità di
lavorare, perché tutti i lavoratori non una parte, non quelli che fanno solo alcuni lavori devono
essere nelle condizioni materiali e spirituali di contribuire all’organizzazione della vita politica,
economica e sociale del Paese; in più e questo è indicato da Calamandrei come il principio più
importante di tutta la Costituzione è compito della Repubblica eliminare gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini perché tutti i lavoratori siano partecipi del processo di costruzione dello Stato.
Questo significa che la mancanza del lavoro, l’esclusione dall’accesso al lavoro sono segni di mancanza di libertà e di uguaglianza e che è dovere della Repubblica offrire agli uomini privi di mezzi le risorse per studiare e lavorare.

domenica 11 ottobre 2009

Pignoramenti in comune a Tezze: Rassegna stampa Gazzettino

Tempo à scrissi un articolo su alcune delibere della giunta comunale di Tezze sul Brenta in cui risultava che il comune di Tezze era divenuto soggetto a pignoramento da parte delle ditte costruttrici che avevano vinto l'appalto indetto dal comune per l'ampliamento del comune stesso e altri lavori.
Dopo una telefonata che mi spiegava che in realtà non era il comune l'insolvente, feci una rettifica sullo stesso articolo.

Riporto ora l'articolo de "Il Gazzettino" di ieri sulla vicenda.

Sabato 10 Ottobre 2009,
E’ una notizia sconcertante: al Comune sono arrivate, da parte dei tribunali di Bassano e Treviso, cinque comunicazioni di altrettanti pignoramenti per un’insolvenza di una ditta che ha sta eseguendo i due ultimi lavori per l’amministrazione comunale.
La passata amministrazione decise di costruire la nuova palestra agli impianti di Stroppari e di ampliare il municipio abbattendo la biblioteca che presentava segni di cedimento nel soffitto e costruendo una struttura a due piani. L’appalto dei lavori, circa 1 milione di euro, è stato vinto dalla ditta Signor di Asolo. Tutto sembrava procedere per il meglio, al centro i lavori di muratura erano quasi finiti, anche la palestra erano ad un buon punto, fino a quando sono cominciati ad arrivare i pignoramenti.
“Ne sono arrivati ben cinque – spiega preoccupato il sindaco Valerio Lago – si tratta di ingiunzioni da parte dei tribunali, ai quali si sono rivolte alcune ditte che avevano crediti nei confronti della Signor, di bloccare i nostri pagamenti alla ditta asolana e dirottarli alle ditte creditrici. Questi possono essere talvolta i risultati degli appalti pubblici, in cui concorrono aziende che non si conoscono. Un tempo, l’ente pubblico aveva tutto il tempo per verificare che il concorrente al bando fosse in regola, avesse tutti i prerequisiti, non avesse ‘buchi’. Ora per i pubblici appalti c’è una ditta che certifica la Soa, ossia una certificazione di qualità in cui risulta che la ditta è a posto. Questi pignoramenti non hanno nessun effetto sui pagamenti, in quanto è già stato tutto pagato con il criterio della cessione del credito: ossia noi non diamo soldi alla titolare dell’appalto, ma alle subappaltate, vere esecutrici dei lavori”.
“I danni per il Comune sono però ben visibili – continua l’ingegnere Emanuele Nichele, capoarea lavori pubblici – di fatto i lavori si sono fermati e non sappiamo quando potranno riprendere. In centro bastavano poche settimane per concluderli, mentre nella palestra di Stroppari alcuni impianti, rimasti scoperti, sono compromessi”
Quali sono le conseguenze?
“Il Comune – risponde l’ingegnere - deve impegnare una certa cifra per difendersi in tribunale e per questo è stato incaricato l’avvocato Antonio Greco di Padova, esperto in diritto amministrativo. Al legale abbiamo anche chiesto di sondare le varie possibilità per uscire da questa stasi. Il Comune non c’entra, è la ditta che ha delle insolvenze, il comune è probabilmente l’unico a pagarne gli effetti. È senz’altro frutto di una crisi profonda, che sta mettendo alla prova tante ditte, ma che costringe anche noi pubbliche amministrazioni, che abbiamo i soldi contati, a inutili spese, a ulteriori lungaggini burocratiche, a estenuanti e dispendiose vicissitudini. È mortificante essere coinvolti, nostro malgrado, in storie così, ma come ufficio abbiamo fatto sempre quanto di competenza. Speravamo di consegnare queste opere nei tempi stabiliti, ma non sarà così”.